Deumanizzazione del personaggio: Parasyte – The Maxim vs Death Note

Parasyte – The Maxim e Death Note sono due serie differenti. Eppure, per alcuni punti di vista si somigliano.
In particolare, il processo di deumanizzazione dei rispettivi protagonisti, Shinichi Izumi e Light Yagami.
In scrittura creativa, la deumanizzazione è una delle possibili strade che un personaggio può intraprendere. A seguito di orribili circostanze, o ancora per via di determinate scelte, un personaggio può perdere la propria compassione, la propria empatia verso il prossimo, divenendo freddo, distaccato, con un codice morale meno rigido rispetto a com’era prima.
Lo scopo di questo articolo è mettere infatti a confronto i protagonisti delle due serie, osservando come il processo di deumanizzazione sia avvenuto.

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L’utilità delle ripetizioni

In un articolo precedente, Alessandro ha affrontato la questione dei refusi.

Ma in taluni casi, quelli che possono sembrare refusi, possono essere invece potenti strumenti da usare strategicamente in scrittura creativa: uno di questi è la ripetizione.
Ripetere una parola crea sovente frasi non orecchiabili, dando potenzialmente la brutta impressione di essere recitate da un robot anziché un essere umano.

Per esempio: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Il gelato era molto buono”.
Verrebbe istintivo correggere: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Era molto buono”, e sarebbe corretto.
Tuttavia, questo, in narrativa, non sempre è corretto e si deve applicare a tutto.

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Nelle profondità del worldbuilding – Società, economia, mercato ft. Alessia Lonardi

Ciao a tutti, e benvenuti in questo nuovo articolo d’intervista! Stavolta sarà dedicato a una “collega” blogger, Alessia Lonardi, proprietaria di un bellissimo blog, MicroKosmo, che personalmente adoro.
Alessia posta spesso articoli di worldbuilding, su dettagli che spesso nemmeno considero: moneta, struttura della società, futuri distopici, tutti argomenti davvero affascinanti e al di fuori del mio bagaglio di “competenze scrittorie”.
Dunque ho deciso di ospitarla in Pillole di Folklore e Scrittura!
Prima di tutto, benvenuta Alessia, è un piacere averti qui. Come già ho accennato, i tuoi articoli sono dedicati soprattutto al worldbuilding. Vuoi presentarti, raccontandoci di com’è nato il tuo interesse per la scrittura?

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Il love interest e le scene d’amore in narrativa

In qualsiasi genere di opera, è frequentissimo imbattersi in uno o più love interest per il personaggio principale, o per i personaggi secondari. Anzi, oserei dire che è diventata una figura talmente comune che è raro non imbattervisi.
In questo articolo desidero proporvi alcune idee e opinioni personali sulla gestione di una simile figura, e di scene relative (toccando anche le scene d’amore).

Anzitutto, come premesso, il love interest è una figura talmente comune da essere divenuta una sorta di cliché. Il pubblico più attento noterà immediatamente quando un personaggio si interesserà, in senso romantico, a un altro, e, per esigenze di trama (ovvero, l’introduzione stessa del love interest), il risultato più “scontato” è che i due finiscano insieme.

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La narrativa contemporanea storica ft. Giorgia Amantini

Benvenuti!
In questo nuovo articolo d’intervista, la scrittrice e artista Giorgia Amantini, autrice dei romanzi Vortice  e Muro contro muro,  ha deciso di parlare della sua esperienza.
Il punto d’interesse dell’intervista, Muro contro muro, riguarda degli avvenimenti di storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.

Un romanzo che conserva quindi la memoria storica di eventi che hanno sconvolto l’intero mondo, di cui è fondamentale tenere il ricordo acceso come insegnamento e monito.

Bene, iniziamo pure.
Anzitutto, Giorgia, un profondo grazie per la tua partecipazione. È un onore poterti ospitare nel nostro blog!
Vuoi presentarti, parlando della tua passione per la scrittura creativa, e di com’è nata e si è poi sviluppata? Quali sono i generi che ti trovi più a tuo agio a scrivere?

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Tra il criptico e il simbolismo: la narrazione tra le righe

“Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.”

Friedrich Nietzsche

Ho sempre amato la narrazione “poco chiara”, quel tipo di narrazione che ti lascia una sensazione di mistero, di “piacevole confusione”, di criptico, di ambiguo.

Nel presente articolo vorrei esplorare più a fondo questo concetto.
Formato come mediatore linguistico e amante della scrittura creativa, nei miei anni di università ho sempre avuto le orecchie particolarmente tese durante le lezioni di traduzione letteraria.

Soprattutto interessanti sono state le lezioni, nel corso degli anni di magistrale, del mio docente di traduzione portoghese, per cui nutro tutt’oggi profonda stima.
Tra le sue frasi ricordo, riferendosi ai testi letterali, la necessità di “smontare il giocattolo”, di riflettere che “la risposta è nel testo“, a indicare l’analizzare, con infinita attenzione, non soltanto i personaggi, la storia ecc. di un testo, ma anche l’uso delle virgole, della punteggiatura. Il colore delle frasi, le ricorrenze. Le ridondanze.
Discorsi che mi hanno a dir poco affascinato.

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Le festività in narrativa.

Buon Natale a tutti!! In questo articolo, tratterò brevemente l’importanza delle scene o degli episodi festivi nei media.

Solitamente, gli episodi festivi, soprattutto nei telefilm, vengono usati come “scusa” per creare delle scene filler tranquille, piacevoli e divertenti. In altri casi, soprattutto in telefilm con una pausa in mezzo alla stagione, la speciale atmosfera festiva è usata per dare risalto alle scene clou o cliffhanger, come nel caso dell’episodio 3×09 di Supergirl, con l’introduzione della villain Reign.

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Tre manuali di scrittura creativa a confronto

I manuali di scrittura creativa possono essere molto utili. Oltre a fornire a chi si approccia per la prima volta a questo mondo gli strumenti essenziali per iniziare a creare storie e personaggi, possono dare degli spunti preziosi anche a chi ha già un po’ di esperienza alle spalle, magari aiutandolo ad affinare la propria tecnica o a rivalutare il metodo di lavoro utilizzato fino a quel momento. In commercio è possibile trovarne parecchi, tra cui alcuni realizzati da scrittori famosi a livello globale.

Anche se i temi trattati tendono a ripetersi, il modo in cui vengono affrontati dai vari autori può essere molto diverso e influenzato da fattori come la personalità, l’approccio alla scrittura, le esperienze di vita e gli interessi. Per dare risalto a queste differenze mi è sembrata una buona idea mettere a confronto i manuali scritti da tre autori diversi: Roberto Cotroneo (autore, tra gli altri, di “Se una mattina d’estate un bambino”), Haruki Murakami (noto per libri come “Norwegian Wood”, “Kafka sulla spiaggia” e “L’arte di correre“) e Stephen King (“IT”, “Il gioco di Gerald”, “Carrie” ecc.).

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Le ferite e la loro importanza in narrativa.

In scrittura creativa, e in particolar modo nei generi action, arti marziali, avventura o simili, è frequente che un personaggio si ritrovi in situazioni in cui riceve o dovrebbe ricevere una ferita fisica più o meno grave.

Questo genere di situazione e dettaglio viene a volte sottovalutato e svilito dallo scrittore, creando situazioni involontariamente bizzarre, se non addirittura ridicole.

Per spiegarmi meglio, citerò l’esempio del film Crawl – Intrappolati (2019): il film presenta una situazione in cui un uragano è in rotta di collisione con la Florida, e proprio l’arrivo della tempesta causa un’alluvione e il seguente comparire di diversi alligatori dove non dovrebbero essere presenti.

Haley e suo padre Dave si ritrovano quindi a sopravvivere in una Florida allagata e diventata praticamente una palude infestata da alligatori. A un certo punto, uno di questi riesce ad azzannare il braccio di Dave e a strapparglielo.

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Scrivere un ottimo sidekick: alcuni consigli.

Il sidekick, ovvero il personaggio che accompagna il protagonista nella maggior parte delle sue avventure, è una figura spesso vitale, ma sottovalutata poiché in secondo piano.

Infatti, senza il sidekick, molte storie non sarebbero le stesse: Watson a Holmes, Robin a Batman, Rose Tyler al Dottore, e via discorrendo.

Si potrebbe spiegare uno dei ruoli chiave della figura seguendo una delle “filosofie di scrittura” del celebre mangaka Akira Toriyama. Egli ha spiegato che sua preferenza nell’introdurre i personaggi a “coppie” è dovuta alla semplicità con cui riesce, di tal modo, a far “rimbalzare” le personalità dell’uno e dell’altro, rendendole subito chiare al pubblico.

Il sidekick assume frequentemente tale ruolo, facendo da contrasto, o foil, al protagonista verso alcune sue mancanze. Watson rappresenta l’uomo medio rispetto al genio Holmes, Robin l’eroe inesperto rispetto al veterano Batman, e così via.

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