Scrivere un ottimo protagonista: alcuni consigli.

Scrivere un protagonista che intrattenga il suo pubblico dall’inizio alla fine dell’opera e che sia capace di evocare magia e suspence è un’impresa complessa, ma fondamentale per la buona riuscita di un lavoro.

Infatti, non solo il protagonista è il focus del buon 80-90% del lavoro, ma è anche il “centro di gravità”, si potrebbe dire, di tutto ciò che ha attorno. Setting, personaggi secondari, trama e via discorrendo.  Ne è quasi il cuore.

Vediamo che scelte possono essere effettuate al fine di costruire un personaggio principale di qualità.

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Il sacrificio eroico.


ATTENZIONE! L’articolo contiene immagini grafiche che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

Un personaggio si sacrifica per il bene di qualcuno o qualcosa, in genere dando la sua vita.

È uno di quei momenti clou che di solito riescono a dare un epilogo memorabile alla vita di un personaggio, causando un impatto devastante nella storia.

Il sacrificio eroico può infatti avvenire:

  1. A inizio storia, dove può essere usato come motivazione per qualche altro personaggio per fargli perseguire, con ancora più fermezza e volontà, i suoi obiettivi;
  2. A metà storia, dove tale sacrificio può rappresentare una grossa sconfitta per il cast di eroi;
  3. A fine storia, dove il sacrificio può rappresentare l’azione necessaria per fermare e sconfiggere un male superiore.
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Vivacizzare i dialoghi dei personaggi.

Scrivendo un dialogo durante un racconto, avete mai avvertito un’antipatica sensazione di staticità, come se i personaggi si trovassero congelati nel tempo e nello spazio mentre parlano?

Ritengo che questa sensazione sia non solo normale, ma anche purtroppo un insidioso problema che, se non rispettato e lavorato a dovere correttamente, può minare la qualità del lavoro.

I dialoghi sono naturalmente alla base dei rapporti tra i personaggi, lo sviluppo della storia, eccetera, ma come si può evitare di renderli troppo statici?

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La tecnica del “foreshadowing”.

Avrete a volte notato, in film, telefilm, libri o videogiochi che sia, un personaggio utilizzare all’improvviso un oggetto o una capacità, senza alcun preavviso nella trama, magari in una situazione di particolare difficoltà.

Il personaggio riesce quindi a sfuggire dalla situazione ardua in modo conveniente e gratuito, lasciando allo spettatore/lettore/ecc. una sensazione di amaro in bocca (per approfondire, la voce Deus Ex Machina su TvTropes: https://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/DeusExMachina).

In casi come questo, il fallimento dello scrittore è spesso dovuto a un semplicissimo motivo: la mancanza di un set-up precedente, di “foreshadowing”.

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L’eleganza del “subtle writing”.

Quando si è alle prime armi con la scrittura creativa, è molto facile incappare in uno degli errori più tipici: esagerare e abbondare con le descrizioni e le informazioni fornite.

Lo scrittore principiante potrebbe ritenere che descrivere tutto nel dettaglio, con ampie spiegazioni o dialoghi che esplicitano tutto, sia sinonimo di qualità e attenzione, ma in realtà, in molti casi, non farà altro che danneggiare il suo stesso lavoro.

Proverò a spiegare, con esempi pratici, la ragione.

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Scrivere un grande villain: alcuni consigli.

Immagino che avrete sentito dire spesso che un buon villain è al cardine dell’intera storia. Questo modo di pensare si rivela spesso e frequentemente vero: un villain scritto correttamente non soltanto aumenta la tensione e tiene il lettore interessato, ma è anche una figura che desta scalpore e intrigo.

Se un villain è scritto correttamente, infatti, vorrà essere visto il più spesso possibile intento a pianificare i suoi schemi o a compiere le sue azioni malvagie.

Ma come riuscire nell’ardua impresa? In questo articolo, cercherò di dispensare alcuni consigli che spero potranno essere utili.

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La tecnica dello “show, don’t tell”.

Parlando di scrittura creativa, è impossibile non nominare la famosa tecnica narrativa dello “Show, don’t tell”, di origine anglosassone.

Tradotto letteralmente “mostra, non raccontare”, la tecnica consiste nel privilegiare e dare priorità al mostrare degli eventi, al lasciarli vivere a un personaggio, facendo sentire le sue emozioni e i suoi pensieri, anziché ridurre il tutto a riassunti, commenti o riferimenti sbrigativi.

Immaginate due scenari. Il primo in cui un vostro amico vi racconta di un bellissimo viaggio all’estero, delle sue esperienze, dei luoghi che ha visitato, delle persone con cui ha avuto a che fare, dei piatti locali che ha mangiato. Il secondo in cui voi vi dirigete in tale luogo e vivete le stesse esperienze, di vostra persona.

Grossomodo il concetto di “Show, don’t tell” sta proprio in questa differenza: vivere un’esperienza è personale, proprio, unico. Sentirne parlare o leggerne a riguardo può soltanto darne un’idea, una vaga immagine, o addirittura annoiare.

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Il blocco dello scrittore, qualche consiglio su come affrontarlo

Partiamo da una premessa: non esiste un metodo universale per superare il blocco dello scrittore. Ognuno affronta questo invisibile nemico che impedisce di esprimere la propria creatività in modo diverso e tutte le possibili soluzioni sono strettamente personali. Quel che Gabriele ed io possiamo fare in questo post è raccontarvi la nostra esperienza col blocco dello scrittore, nella speranza che possa essere utile anche a qualche altro amante della scrittura creativa.

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Valore culturale dei lavori degli autori e ricerche su argomenti.

ATTENZIONE! L’articolo contiene immagini grafiche che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

Un altro punto interessante della scrittura creativa, e in generale delle produzioni scritte, è il valore culturale che esse possiedono.

Ogni opera è spesso e volentieri una manifestazione dell’anima del proprio autore, e anche una sorta di trasposizione della propria vita, dei propri pensieri e del proprio passato. Questo è di per sé, a mio parere, un elemento di fondamentale valore. A volte si potranno descrivere delle realtà avendole vissute e affrontate (per citare un esempio illustre: il Diario di Anna Frank),  altre volte si renderà necessario studiarle e approfondirle.

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